Matthew Kenney, il maestro della cucina raw americana

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Matthew Kenney Chef Raw

L’americano Matthew Kenney da qualche tempo, non è più “solamente” uno chef raw di fama internazionale, ma può vantare anche l’istituzione della prima accademia di cucina vegana riconosciuta dallo Stato Americano, con licenza della Board of Education, ovvero il loro Ministero dell’Istruzione.

Dalla sua scuola sono usciti studenti di trenta nazionalità diverse, tra i quali, il talentuoso Mario Parmeggiani dalla provincia di Brescia, l’unico ad aver ottenuto l’Advanced Seal Recognition, prestigioso “diploma” di cucina avanzata. Un altro alunno che ha fatto tesoro degli insegnamenti dello Chef, portandone i frutti anche in Italia, è Alberto Minio Paluello, chef del ristorante crudista Mantra Raw Vegan di Milano, del quale parleremo in un articolo apposito.

L’accademia di Kenney comprende cinque strutture dislocate per il globo e non tutte trattano cucina esclusivamente raw. Due si trovano in Thailandia (una raw e l’altra solo vegan), due in California, a Miami e Venice (entrambe raw) ed una più “sperimentale” nel Maine a Belfast, dove ci si occupa di cucina a 360° gradi e dove si impara, tra le altre cose, a fotografare il cibo nel modo più corretto, unendo gusti e presentazione.

Kenney ha scritto 12 libri di cucina, per lui insegnare è comunicare, far comprendere agli studenti l’utilizzo degli ingredienti, le tecniche e i metodi, il resto, ovvero la fantasia ce lo devono mettere loro. Uno degli aspetti di Kenney, che considero ammirevole, è il fatto di essere di visuali molto ampie, per niente settario. Parte come chef onnivoro per trasformarsi in chef crudista vegano, convinto delle proprietà salutari di frutta e verdura come fonte di benessere e forma fisica ottimale.

Chef Kenney nella vita non è esclusivamente crudista, è vegano, per cui a volte si nutre anche di verdure cotte, l’importante per lui è stare bene con se stessi e capire di cosa ha bisogno il nostro corpo per farlo. Visita il suo sito, se riesci, perché è un vero viaggio non solo nelle sue cucine ma anche nel suo “pensiero”, con bellissime immagini e videoclips.

Ormai tanti ristoranti o locali propongono opzioni vegane, e qualcuno inizia anche a dedicarsi al crudismo, perciò forse, potremo finalmente smettere di sentirci eterni “emarginati”.

 

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