Intervista a Sara Cargnello, ovvero Miss Vanilla

Data: - Marcello - Commenta
Intervista a Miss Vanilla Sara Cargnello

Oggi facciamo quattro chiacchiere con Sara Cargnello, meglio conosciuta in rete come Miss Vanilla, il nome del blog attraverso il quale approfondisce vari aspetti dell’essere vegani e soprattutto crudisti.

Sara ha in un certo modo aperto la strada al crudismo in Italia, promuovendolo in base alla sua esperienza personale, fin dal 2007, quando era ancora totalmente sconosciuto.

Oltre a lavorare in un negozio biologico, e gestire il blog, Miss Vanilla ha trovato il tempo di scrivere cinque interessantissimi libri sui benefici della dieta crudista.

Questi i titoli dei libri cartacei: “Solo Crudo (2007)“, “Me lo leggo in un boccone (2007)“, “Programma Detox (2011)“, “Non ammalarti mai Più (2012)” e “Tutto crudo in cucina (2013)“. In più nel 2012 pubblica anche un’ebook intitolato “Guida invernale al crudismo“.

Fatte le debite premesse, leggiamo quello che ha raccontato Sara, ringraziandola per la disponibilità e la ricetta che ci ha regalato: dessert all’aroma di mela e cannella con semi di chia.

Raccontaci come è avvenuto il tuo approccio al crudismo

Ho iniziato a sperimentare con il crudismo nel 2001, quando di crudismo in Italia non ne parlava nessuno. Ne avevo letto in alcuni siti americani, in un periodo della mia vita di grandi cambiamenti in cui sentivo la necessità di smantellare le mie certezze e di conoscermi più a fondo.

Ricordo che a quell’epoca avrei voluto liberarmi di tutto, anche del letto in cui dormivo, preferendo dormire sul pavimento col solo materasso.

Anche se il crudismo inizialmente mi sembrò una cosa folle, ne rimasi affascinata. Era primitivo, era essenziale, non richiedeva elaborazioni di alcun genere ed era proprio ciò che cercavo, anche se il perchè l’ho compreso dopo.

Provai il crudismo per un mese, come esperimento. Dopo 30 giorni mi sentivo così bene e piena di energia che decisi di continuare il percorso. In più di 10 anni di crudismo ho sperimentato moltissimo, ho viaggiato, ho conosciuto molte persone e scambiato esperienze, idee e opinioni.

Hai scritto molti libri, quale di questi consiglieresti a chi si avvicina al crudismo?

Probabilmente consiglierei il mio primo libro, Solo Crudo, Macro Edizioni, perchè contiene tutto il mio percorso iniziale, ricette semplici e affrontabili da chiunque, senza la necessità di strumenti particolari, e contiene anche una buona parte teorica che ne spiega le basi.

Secondo te è possibile seguire una dieta crudista al 100%?

E’ certamente possibile, io stessa sono stata interamente crudista per molti anni, e oggi mantengo una alimentazione con una elevata percentuale di cibi crudi.

La ragione per cui non sono oggi crudista al 100% è unicamente per motivi “sociali” e organizzativi. Non è semplice rimanere fedeli ad uno stile di vita così particolare nella società odierna, tanto più se si ha una famiglia che, seppur vegana, ha esigenze differenti.

A volte un compromesso diventa la soluzione più semplice e praticabile, e per questo anche più “sana”. E’ indubbio che viviamo in una società dove il cibo rappresenta condivisione e socialità e sottrarsi a questo meccanismo vuol dire inevitabilmente isolarsi.

Non tutti sono disposti a farlo. Certamente, oggi è molto più facile di 10 anni fa, oggi esistono addirittura anche ristoranti crudisti e l’eremitaggio è più facilmente scongiurato.

Se affrontata nel giusto modo, magari con la giuda di un esperto, una dieta crudista è comunque sostenibile e salutare anche a lungo termine. L’impatto che ha il crudismo sulla salute è  certamente fenomenale: ho visto moltissime persone guarire di malattie spesso significative solo con un cambio di alimentazione.

Qual’è stata la parte più difficile nel seguire la dieta crudista?

Il crudismo ha avuto un impatto fortissimo su moltissimi aspetti della mia vita. Forse l’impatto minore l’ha avuto proprio sulla salute, perchè non mi sono approcciata a questo stile di vita in uno stato di malattia, come capita alla maggior parte delle persone.

Il crudismo significa andare all’essenza del cibo, vedere il cibo solo ed esclusivamente come nutrimento e spogliarlo completamente di tutte le valenze psicologiche che gli vengono attribuite.

Il cibo perciò non può più essere un consolatore, un calmante, uno stimolante e nemmeno una punizione (quante volte usiamo il cibo per punirci, nei momenti di rabbia?).

Nel crudismo più puro il cibo torna ad essere solamente cibo e lascia spiazzati di fronte all’ansia e ai vuoti da colmare, senza più certezze.

Bisogna cavarsela da soli e non ci si può consolare di quel vuoto che si sente dentro, non ci sono endorfine artificiali a cui chiedere aiuto: bisogna affrontarlo e passarci attraverso.

Per chi, come me, ha sempre avuto una relazione stretta col cibo, è stato un percorso a volte difficile e a volte anche spaventoso, ma aver affrontato i miei vuoti senza questa stampella mi ha resa molto più forte e consapevole della complessità dei meccanismi che ci legano a ciò che scegliamo di mangiare.

Hai trovato particolari difficoltà nel preparare il cibo secondo i dettami della dieta vegana crudista?

Ho sempre amato divertirmi in cucina, e la scelta vegano crudista ha stimolato la mia creatività al massimo. Preparare piatti buoni e salutari, rinunciando a buona parte degli ingredienti e delle tecniche culinarie che la maggior parte delle persone utilizzano, è stata una sfida di creatività che ho trovato molto appagante.

Non è un caso che mi sia poi appassionata a scrivere ricettari crudisti, anche se non sempre mi trovo in accordo con l’estrema complessità del crudismo gourmet di oggi, che rischia di voler esaltare solamente l’esperienza gustativa tralasciando gli aspetti salutistici, per me fondamentali.

Come ti sei sentita a livello fisico e mentale durante e dopo un periodo di dieta crudista?

L’energia che regala l’alimentazione naturale è un dono che riporta alla giovinezza. E i doni più grandi del crudismo sono proprio l’energia e la lucidità mentale. Direi quasi che mangiare cibo crudo regala la felicità, specialmente se si segue una dieta ricca in frutta.

Sarà che la frutta è il nostro cibo elettivo, sarà che gli zuccheri ci aiutano a rilasciare endorfine, ma chi adotta una dieta simile racconta quasi sempre di stati di euforia ed incredibile energia.

Anche solo per questo, vale la pena di sperimentare!

Quali consigli daresti a chi vuole avvicinarsi al crudismo?

Io consiglio sempre di procedere per gradi. Sempre. Lasciate tempo al vostro intestino di adattarsi al cambiamento, aumentando semplicemente le quantità di cibo crudo alla vostra dieta.

Sarà il vostro corpo a chiederne sempre di più, ed il cambiamento avverrà spontaneamente, senza causare eccessivi disagi dovuti ad un inevitabile periodo di disintossicazione.

Se un processo di cambiamento avviene spontaneamente, sarà molto più duraturo e non causerà crisi e ripensamenti.

Come ultima domanda, puoi darci una ricetta veloce o un consiglio su un abbinamento di cibi crudi insolito? 

Vi regalo una delle mie ricette preferite per la colazione, che è anche il mio pasto preferito.

Come tutte le mie ricette, è semplice e veloce ed è perfetta anche nei periodi freddi, quando il crudismo sembra difficile da attuare. Non a caso, l’ho inserita nel mio ultimo libro “Cucinare Crudo d’Inverno“, Ed.Sonda.

CHIA PUDDING ALL’AROMA DI MELA E CANNELLA

Chia pudding all'aroma di mela e cannella

I semi di chia rendono questa preparazione morbida ed appagante, una coccola come antidoto alle giornate uggiose. Molto nutriente e saziante, ma anche veloce da preparare, può essere variata usando una pera al posto della mela e una grattata di scorza di limone al posto della cannella.

INGREDIENTI PER 1 PERSONA

  • 250 ml di latte vegetale a scelta
  • 30 g di semi di chia
  • 1 mela
  • 1 cucchiaio di sciroppo di acero
  • 1 cucchiaio di uva passa
  • 1 pizzico di cannella

Preparazione: 20 MINUTI

Mescolate in un recipiente il latte con i semi di chia, l’uva passa e lo sciroppo di acero, poi mettete da parte a riposare.

Nel frattempo, lavate e tagliate in quattro parti la mela, rimuovete il torsolo e affettatela sottilmente. Aggiungetela al composto di latte e semi e lasciate riposare ancora 20 minuti prima di servire, così i semi assorbiranno il latte e renderanno denso il budino.

In alternativa, potete lasciare i semi e l’uva passa in ammollo nel latte tutta la notte; al mattino dovrete solo aggiungere la mela. Spolverizzate la cannella e portate in tavola.

Si conserva in frigorifero fino a 2 giorni, in un contenitore ben chiuso.

Per concludere

Salutiamo e ringraziamo di nuovo Sara per l’intensa sincerità con la quale ha risposto alle nostre domande, lasciandovi il link al suo interessantissimo blog: Miss Vanilla.it, se non lo conoscete ancora fateci un salto!

Commenta

l'indirizzo email non sarà visibile pubblicamenteCampi contrassegnati da " * " sono obbligatori

*

*